13 novembre 2015, terrore e orrore a Parigi. Orizzonti di speranza nonostante tutto.

Ieri sera e stanotte la morte ha vinto contro la vita. Parigi si è trasformata in un campo di battaglia, alcuni uomini in nome del delirio ideologico hanno provocato 7 attacchi terroristici in simultanea, colpendo i luoghi più frequentati nel venerdì sera parigino: teatro, ristoranti e stadio. L’obiettivo era dunque portare il terrore nella società francese, destabilizzare il senso di sicurezza e far capire che chiunque può e potrà venire colpito; lo stesso Presidente francese Hollande che si trovava allo Stade de France ad assistere alla partita di calcio Francia-Germania è risultato vulnerabile, essendo a poca distanza da un attacco compiuto al di fuori dello stadio.

Mi permetto di aggiungere una domanda che, per ora, sfugge alle logiche dell’informazione e che invece ritengo sia fondamentale: perché sta accadendo tutto questo? Chiediamocelo, perché è da qui che si può ripartire.

L’Occidente ha esportato la guerra in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria. E tutto questo vendendo armi, appoggiando militarmente le frange estremiste. Noi occidentali, col nostro comportamento ipocrita e sfruttatore, siamo i primi responsabili di quello che sta accadendo. Chi ci colpisce col terrore semplicemente non accetta il nostro vuoto identitario e culturale. Si tratta di un mix di odio e repulsione, cresciuto dinanzi alla nostra indifferenza.

La nostra società è diventata un agglomerato di individualismi e di barriere, dove l’ideologia consumistica del benessere ha prevaricato sui valori identitari della nostra civiltà. Abbiamo abdicato al bene comune per il soddisfacimento dei diritti individuali. E’ la legge del contrappasso…nessuna società può bastare a sé stessa, la storia insegna che prima o poi qualcuno vuole riempire il vuoto identitario.

Forse dovremmo imparare a guardare il mondo da una nuova prospettiva, che non è più la nostra. Andando oltre i nostri confini per comprendere che nulla nasce a caso.
Sentendo parlare i Capi di Stato e di Governo occidentali in queste ore resto sempre più convinto che la nostra società non ha ancora compreso nulla di quello che sta accadendo.

Ieri sera e stanotte la morte ha vinto contro la vita, è vero, ma nonostante tutto non dobbiamo perdere la speranza. Siamo chiamati a coltivare ogni giorno segni e sogni di speranza, anche dinanzi a questa tragedia, per far germogliare la vita.

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