Buon Anno nel segno della vera rivoluzione!

Non ci può essere giustizia senza verità.
Non può esserci verità senza il coraggio della carità.
Si tratta di una rivoluzione che comincia da noi stessi, da chi siamo. Partendo anche dalle ferite del nostro passato.
Ma questa rivoluzione non ci appartiene, va oltre le nostre logiche terrene.
Siamo chiamati soltanto a fare memoria del passato per diventare testimoni del futuro. Vivendo il presente nella Verità.
L’io non basta più, necessita di un noi che rifletta l’unità tra cielo e terra.
Buona rivoluzione a tutti.
Buon 2016!

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Finis Terrae – Estratto da “La Piuma, tra cielo e terra”

 

27 agosto, ore 22.00

Arrivai a Finisterre in pullman.

Un anno dopo, al mio secondo Cammino di Santiago, ci sarei andato a piedi partendo da La Coruña, attraverso il Cammino inglese e passando per Santiago de Compostela.

Era sera. Mi recai al molo a contemplare il tramonto, accompagnato dal silenzio. Davanti l’oceano Atlantico, dietro uno spettacolo meraviglioso: il cielo nuvoloso e il contrasto cromatico, sovrapposto alle luci della città, rendevano il panorama affascinante e misterioso al tempo stesso.

Cielo e terra si congiungevano come in un abbraccio. Dalla punta più estrema del molo osservavo in lontananza Finisterre. Le luci illuminavano lo scorrere delle persone sul lungomare. Sagome infinitamente piccole che formavano una linea sottile, come una giuntura, la cornice di un grandioso specchio riflettente. L’uomo è il collegamento tra il Cielo e la Terra, Dio lo ha posto nel mezzo.

Quale pace si respirava… mi sentivo cullato dal soave rumore delle onde che dolcemente andavano a sbattere contro il molo. Non avevo bisogno d’altro, era quella la vera pace; volevo custodirla e portarla fino a Milano.

Finisterre, dal latino Finis Terrae, la fine della terra: in quella parte estrema a ovest della Spagna gli antichi pensavano finisse la crosta terrestre. Ora, al termine del Cammino di Santiago, quella tappa esalava l’aroma nostalgico della conclusione di un viaggio. Affiorava nel mio cuore un misto di gioia e malinconia. Osservavo la meraviglia del panorama dinanzi alla mia piccolezza, e nutrivo un sentimento di fiducia mai avvertito prima.

Ma anche di tristezza.

Chiusi gli occhi, inebriato dal desiderio di infinito, e subito mi rattristai per la miseria della condizione umana.

L’infinito – ciò che l’uomo mai avrebbe potuto raggiungere – aveva attraversato i meandri del mio cuore, e già ne provavo nostalgia.

Giungendo al termine del viaggio mi accorsi di aver ricevuto come dono un cuore ardente di eternità.

Scrutai l’orizzonte come per cercarne il punto più estremo, ma avvertii che quella fine rispondeva al bisogno di un nuovo inizio.

Era come una scintilla d’infinito. Dovevo affidarmi e lasciarmi condurre dal desiderio di un ritorno a casa.

Un istante di eterno dimorò nella mia anima.

Mi convinsi che quel miracolo era pura grazia ricevuta. Non era dovuto a meriti o capacità, che tra l’altro sentivo di non possedere. Si trattava esclusivamente di un dono di Dio, la consapevolezza del cammino della mia anima.

La nostalgia di quell’istante mi pervase il cuore.

Ero chiamato a farne dono.

 

Beato te, pellegrino, se ti rendi conto che il vero cammino comincia dove finisce la strada.

Beatitudini del Pellegrino

 

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Quale stella seguire?

Auguri di seguire la stella, la vera luce, quella che irradia il cuore e rende nuove tutte le cose. Che questa notte infonda la pace e che aumenti sempre più il desiderio di diventare generatori di speranza.

Auguri di trovare il coraggio, che è luce nella notte delle nostre paure. Per sentirci promotori di un nuovo umanesimo, partecipando alla Creazione che è in continuo divenire e che necessita della presenza di uomini e donne di buona volontà, senza alcuna distinzione. Nell’ardore di farci cooperanti di vera bellezza, costruttori di “terre di mezzo”, dove il deporre le armi per ritrovarsi fratelli, riflette il dono ricevuto da quella promessa che vuole giustizia e misericordia, sempre.

Auguri di pace e di umanità, perché quella luce irradi il buio dei nostri egoismi e delle nostre individualità. E della nostra indifferenza. Perché quella stella ci conduca a proseguire oltre la comodità del nostro “io” per generare un “noi” solidale. Sentendo il desiderio ardente di lavorare per un bene più grande, che anela nel cuore di ognuno. Un cuore che pulsando dono di sé produce battiti di eternità.

Auguri di buon Natale a tutti e buon cammino della vita.

 

Segui la stella

La vera bellezza è come una stella che splende nel cielo
nel firmamento se ne distingue la grazia
irradia una luce celata da un velo.

La sua visione è augustea come Domitilla…
una tra miriadi nel silenzio della notte
dal cuore sincero nasce l’alborea scintilla

Segui la stella, per cercare la pace, l’armonia, la bellezza.
Segui la stella, per scoprire il tuo cuore e respirare battiti di eterno.
Segui la stella, per contemplare la vera luce che rende nuove tutte le cose.

da “La piuma”, di Simone Caruso

IL MIRACOLO DELLA TREGUA DI NATALE

La notte di 101 anni fa accadde un evento sensazionale, il miracolo della tregua di Natale. Era la notte del 24 dicembre 1914, nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Un evento per la sua straordinarietà unico e irripetibile, un gesto eroico e coraggioso, nel contesto di un odio interstatale che aveva già causato un milione di morti. Una luce squarciò il buio dell’odio durante lo storico Armistizio di quella notte. Gli eserciti inglese e tedesco deposero le armi incontrandosi tra le due trincee, nella cosiddetta terra di nessuno, che si tramutò in una terra di fratellanza. Tutto scaturì al canto “Astro del Ciel” intonato da entrambi gli schieramenti nelle rispettive lingue.

Allora è possibile lasciarsi condurre verso nuovi itinerari, lungo spazi di libertà che esulano l’interesse di parte. Costruendo luoghi che diventano segno di appartenenza, di pace e di fraternità.

Mettiamoci in cammino, dunque, e seguiamo quella stella. Per cercare questi luoghi e per renderli fecondi.

 

 

 

 CRISTIANI E MUSULMANI ADORANO INSIEME GESU’ BAMBINO

Un’altra terra di mezzo è visibile in questo video, girato nei giorni scorsi in una chiesa della Giordania. Un ecumenismo di popolo: Cristiani e musulmani adorano la statua del bambin Gesù, a pochi giorni dal Natale. Semplicemente meraviglioso! E dire che il sito internet che ha trasmesso questo video si chiama Allah Akbar! Un video emozionante, da contemplare per la sua sua bellezza. Abbattendo l’ideologia germoglia l’umanità e la pace nei cuori.

 

La luna e la stella

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Una sera di giugno una stella si avvicinò alla luna e le disse:

“Sai luna io ti invidio, perché tu sei bellissima, grande, maestosa,

splendi nel buio della notte,

gli innamorati contemplandoti dedicano poesie d’amore…

Io invece sono piccola, uguale a tante e proprio per questo

mi confondo tra le altre stelle”.

La luna le rispose: “Vedi stella, se tu comprendessi la tua unicità

non parleresti in questo modo. Tu sei unica proprio perché splendi

insieme alle altre.

E anch’io mi sento più bella con te accanto.

Perché la vera bellezza non deriva mai da sé stessi,

ma dalla luce donata”.

La stella si sentì felice e piena di gioia iniziò a splendere così tanto

che quella sera sembrò quasi riflettere lo splendore della luna.

da “La piuma tra cielo e terra”, di Simone Caruso

Difficilmente ci rendiamo conto della nostra bellezza, delle nostre potenzialità e di quanto teniamo dentro di noi e non utilizziamo, per paura di sbagliare o di subire il giudizio negativo da parte degli altri. Nella mia vita ho compreso quanto sia necessario avere pazienza con sé stessi, perché per raggiungere una sana e fruttuosa consapevolezza dell’io bisogna sperimentare innanzitutto cadute e fallimenti. Imparando ad amare i nostri limiti e, poco alla volta, a riderci sopra, demitizzandoci e scendendo dal piedistallo dell’idea di come vorremmo che gli altri ci guardassero. Queste proiezioni esterne si imprimono un poco alla volta nella nostra mentalità, nella nostra cultura e persino nel nostro credo religioso, condizionandone azioni e scelte. L’idealizzazione del reale significa restare immobili, crogiolandosi sui sensi di colpa del passato e sulle aspettative del futuro, senza focalizzare lo sguardo sul presente. Per poterci liberare da queste zavorre di male occorre innanzitutto metterci in cammino. Ripartendo da ciò che siamo, né più né meno. E chi siamo lo possiamo scoprire cambiando finalmente prospettiva: non è più il mondo a dover guardare me, ma sono io a guardarlo con occhi nuovi, quelli dello stupore. La bellezza di ognuno  resta fissa lì, all’interno di quello sguardo penetrante, accogliente, aperto alla vita e agli altri, uno sguardo che esce fuori da me per immergersi nella bellezza di ogni attimo vissuto. Uno sguardo che è azione presente nel tempo presente: è qui, adesso, ora. Per andare “oltre”. Diventa dunque una sfida continua, che parte dall’oscurità e conduce, attraverso il tunnel del senso di inadeguatezza personale, alla luce. E quella luce alimenta il dono di sé, per diventare consci del progetto assegnato, per costruire il senso della nostra esistenza. Uno sguardo dunque che diventa richiamo dell’anima, e di conseguenza eco di eternità.

 

 

 

 

 

Salvarli per salvarci…

 “Presi dalle nostre ansie patologiche nei deliri di una civiltà ormai decaduta nel buio della ragione,
nelle paure di un popolo senza identità che si illude di essere al centro del mondo,
l’unica salvezza che ci resta è quella di prendere al volo l’opportunità che l’epoca attuale viene a offrirci…
quella di aprire le porte a chi fugge per salvarsi.
Dunque salvarli per salvarci”

 

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“V’è l’urgente necessità di un cambio di prospettiva,
una conversione che spinga verso quella terra di mezzo dove c’è il cuore,
dove si scoprono bellezza e virtù,
dove l’agire e il pensare umano siano completamente sdoganati da ogni forma di corruzione,
sia morale che materiale.
Questo impulso deve portare a recuperare ciò che eravamo e abbiamo deciso di eliminare,
la nostra storia e le nostre origini, la difesa dell’umano…
…sentendoci esseri umani”

 

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“Il desiderio di unità scaturisce da ponti instaurati con i diversi mondi che compongono il mondo.
Si tratta di una tensione viscerale verso il compimento del noi, nella realtà presente”

 

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“L’unità nella diversità è la consapevolezza di arricchirsi imparando dall’altro
e nel contempo la gioia di sentirsi dono.
Quanto è grande nel mio cuore questa volontà?
Quanto arde nel mio cuore il desiderio di concorrere alla costruzione di ponti di unità?

 

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“L’unità, miracolo da tutelare e coltivare con pazienza e amore.
Da difendere da chi ne prova invidia e pregiudizio.
Dono di sé.
Bellezza infinita, scintilla d’eternità”

 

 

 

Brani tratti da “La piuma tra cielo e terra”
di Simone Caruso
 

 

 

Uno sguardo libero e nuovo!

Parlerò senza biasimo degli uomini,

ma narrerò l’amore del mio dono.

Essi avevano occhi e non vedevano,

avevano le orecchie e non udivano,

somigliavano a immagini di sogno,

perduravano un tempo lungo e vago

e confuso, ignoravano le case

di mattoni, le opere del legno:

vivevano sotterra come labili

formiche, in grotte fonde, senza il sole…

Eschilo, Prometeo incatenato

 

Come faceva dire Eschilo a Prometeo, così stavano gli uomini in origine… E oggi, dinanzi ai tragici fatti che stanno sempre più innescando “una guerra mondiale fatta a pezzi” (come l’ha definita papa Francesco) noi uomini come stiamo? Forse non siamo cambiati granché rispetto a 2500 anni fa circa, quando per la prima volta venne rappresentata l’opera.

Se guardassimo i fatti per come realmente sono, comprenderemmo che probabilmente ci stanno spacciando per verità enormi bugie…
E forse noteremmo l’impreparazione e la malafede di chi si pone come guida politica dell’Occidente.
Per esempio le dichiarazioni di Obama sul jet russo abbattuto dai turchi e sulla vergognosa compravendita di petrolio venduto dall’Isis alla Turchia, ci dovrebbero far riflettere…
Se guardassimo i fatti per come sono realmente… Purtroppo non è semplice, anche a causa di un’informazione che diventa “propaganda” stile Guerra Fredda, e che pilota in modo strisciante e pervasivo l’opinione pubblica a favore degli interessi di potere dell’Occidente.
A tal proposito, chi in Europa e negli Stati Uniti critica la Russia per essere la patria della “politica di disinformazione”, costruendo una macchina propagandistica basata sull’interesse di parte, uccide poco alla volta la libertà dei media.
Apriamo gli occhi dunque, e iniziamo a osservare in modo critico i fatti e gli avvenimenti che ci circondano. Senza che siano gli altri a guardare e a decidere per noi.
Ritroviamo la nostra libertà di pensiero, non secondo i cliché conformisti del pensiero unico, interessati a mantenerci vincolati alla paura e al terrore. Rendendoci schiavi del consumo. Ribelliamoci e coltiviamo la nostra identità.

Uno sguardo che si proietti oltre le barriere ideologiche del pensiero unico. Uno sguardo verso l’altro, senza paura. Uno sguardo nella speranza. Uno sguardo libero e nuovo!

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Uno sguardo libero e nuovo…

 

Nutriamo il coraggio (io per primo…) di guardare al di là delle logiche di parte, dovunque esse si trovino. Assimileremo finalmente una “coscienza di popolo”, che aiuta a non restare barricati nei propri feudi o fortini, a difesa della propria idea. Vedremo con occhi nuovi, quelli della verità!

 

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…alla ricerca della Verità del proprio cuore

Traggo queste considerazioni dall’articolo di Fulvio Scaglione su Famiglia Cristiana, “Per fortuna c’è l’impero del male!”. Un articolo che aiuta a guardare i fatti che ci circondano in modo libero. Ad occhi aperti.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/per-fortuna-c-e-l-impero-del-male.aspx