Una speranza per la pace: Neve Shalom Wahat al-Salam

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Piantare semi di pace tra ebrei e arabi: l’esempio del villaggio di Neve Shalom Wahat al-Salam

 

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Neve Shalom Wahat al-Salam, “Oasi di Pace” in Ebraico e Arabo, è un villaggio a sud-est di Tel Aviv; è una comunità intenzionale composta da ebrei e arabi palestinesi, tutti con cittadinanza israeliana. Fin dal 1970 cinquanta famiglie sono venute a vivere in questa piccola area, impegnandosi per costruire la pace e a vivere un rapporto rispettoso, in modo da creare ponti di unità tra le persone e presentare un modello per israeliani e palestinesi. Per dire che la pace è possibile! Ebrei e arabi a Neve Shalom Wahat al-Salam si impegnano quotidianamente a cercare soluzioni ai problemi che sorgono tra differenze estreme. Differenze che però hanno anche tanto da condividere. 

I bambini ebrei e arabi frequentano insieme la scuola di pace dal villaggio. Le scuole insegnano sia l’arabo che l’ebraico. Gli studenti imparano storie, tradizioni e culture di entrambe le appartenenze e condividono pensieri e sentimenti con rispetto reciproco. 
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Nel villaggio c’è una cupola circolare, luogo di riflessione, meditazione e preghiera, che si chiama Dumia-Sakina (la “Casa del Silenzio” in ebraico e arabo), e si trova alla periferia del villaggio. Si tratta di un santuario dedicato a tutte le religioni, con lo scopo evidente di andare contro ogni tipo di divisione: non ci sono infatti all’interno del santuario simboli religiosi.

Una scelta non facile da comprendere, perché sembrerebbe quasi che per andare d’accordo sia necessario annullare la propria identità, rinnegando il proprio credo. E invece sono convinto che la ragione sia un’altra. L’identità di ognuno infatti resta ben radicata ed è fondamentale per iniziare un cammino di pace verso l’Altro.
Forse bisogna ripartire dall’umano per compiere un cammino verso Dio. Perché soltanto nell’essenzialità è verificabile il contatto con colui che è Verità.
Forse questo luogo che dista soltanto 40 minuti circa di macchina da Gerusalemme, la città santa per eccellenza, dove le tre religioni del ceppo biblico ritrovano le proprie origini, è un monito contro l’umana strumentalizzazione del sacro, che diventa prevaricazione, divisione e consumo.
Forse Neve Shalom è l’ombra di Gerusalemme, l’eco profetico della meta comune a tutti gli esseri umani, quello della vera pace dei cuori.
E forse la Casa del Silenzio altro non è che il grido di Dio contro il nostro scegliere un cammino che ci allontana da Lui.

In un momento in cui le relazioni israelo-palestinese sembrano essere ormai intrise solo di ostilità e odio, in questo villaggio la gente crede ancora nella possibilità di costruire ponti di pace, così da far germogliare la speranza per un futuro migliore. Una speranza che si estende a tutto il Medioriente.

Ma anche a tutto il resto del mondo, Italia compresa…

bambini arabo e ebreo
 

indicazione neve shalom

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.”
(dal Vangelo secondo Matteo 5:9)

3 pensieri riguardo “Una speranza per la pace: Neve Shalom Wahat al-Salam

  1. Ti ringrazio per il cortese follow.
    Il tuo blog, vedo, è una volta tanto non banale come spesso i blog lo sono, il mio compreso. Nel mio caso, non è che non sia cosciente dei problemi che affronti, solo che mentre tu giustamente coltivi la buona volontà rivolta ad armonizzare, io… il seguito sono certo l’intuisci 🙂

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