Il capitalismo è penetrato nelle coscienze, a destra, in centro e a sinistra…

il Capitalismo

Come afferma il filosofo marxista Diego Fusaro in un suo articolo “oggi il capitalismo è il totalitarismo realizzato (a tal punto che quasi non ci accorgiamo nemmeno più della sua esistenza) e, in quanto fenomeno “totalizzante”, occupa l’intero scacchiere politico.”

Come dargli torto? Dove sono finite le piazze a difesa del lavoro e della tutela dei più deboli e sfruttati? Dove si alimenta una coscienza di popolo che rifugga dalle logiche dello sfrenato e paranoico individualismo dei nostri tempi?  

 il popolo

 La poca memoria del popolo, della massa, è la forza del potere capitalistico; ed è su questo che conta il sistema per dominare come e più di prima. Come cantava Giorgio Gaber all’inizio del nuovo millennio non sussistono più differenze tra destra e sinistra. Il capitalismo è diventato, oltre che di destra, anche di sinistra.

Il sistema capitalistico infatti sradica il concetto di popolo, creando nel tempo l’omologazione culturale e l’assuefazione delle coscienze. Siamo diventati tanti individui soli e infelici, nel bisogno compulsivo di soddisfare i nostri “diritti individuali”, sradicandoci dalla collettività.

capitalismo di sinistra

Il capitalismo aspira alla creazione di una società composta da singoli adepti al sistema, da catalogare e omologare alle sue logiche di potere. Una società che annulla le differenze massificando gli individui. E i diritti individuali sostituiscono di conseguenza quelli sociali. Nella logica del desiderio il capitalismo attira a sé l’individuo, relegandolo a semplice numero. E così l’essere umano rischia di perdere la sua libertà, restando inscindibilmente legato al potere in base alla sua funzionalità. Pronto a essere scartato una volta considerato un peso per la società.

Ecco perché scopo prioritario del capitalismo è l’eliminazione del valore identitario dell’individuo, per creare al suo posto un “feticcio d’identità” utile al sistema. Nella mancanza del proprio sé identitario il capitalismo crea e plasma il nuovo consumatore, facendolo diventare merce. Tutto diventa fluttuante, relativo, nichilistico. Non esistono più né origini né progetti; ciò che conta è la soddisfazione del presente. L’uomo pretende così di sostituirsi a Dio, mettendo in atto la volontà di distruzione della famiglia e la manipolazione totale dell’individuo. Intanto la dittatura avanza inesorabilmente, nascondendosi dietro il paravento del politicamente corretto, del buonismo verso le minoranze e dell’idealizzazione del reale. Ma queste sono tutte strumentalizzazioni che il capitalismo usa per giungere al proprio scopo, quello di renderci suoi schiavi. Basta guardare tv e leggere giornali per accorgersene.

consumismo03[1]

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