La vergogna dell’Occidente

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Se una società permette che i deboli vengano considerati nullità da sfregiare o peggio annullare, e che siano dileggiati e usati come animali da circo, non è un buon segnale per l’avvenire. Ma neppure per il presente.
Basti vedere ciò che è accaduto a Roma e a Madrid, alla vigilia di due partite di calcio per le competizioni europee. Ciò che  è successo in questi giorni è da ritenersi senza troppi giri di parole semplicemente vergognoso.
Una sconfitta per l’umanità. In particolare questa sconfitta è rappresentata dall’indifferenza di coloro che hanno visto e non hanno fatto nulla.
Come si può accettare che questo accada?
Come una società può ritenersi civile se permette certi atti tanto ignobili e vergognosi, oltre che barbaramente vigliacchi.
Questa è l’Europa che vogliamo? Siamo certi che sia una questione prettamente di lacune legislative? O forse invece questa è soltanto la cartina di tornasole della sempre più diffusa convinzione che certe vite non siano degne di essere vissute?
Come scrive nel suo bellissimo articolo del 19 marzo su Avvenire Marina Corradi “Sotto a certi parametri, si è insinuato, la vita non vale più niente. Da pensiero, da teoria, l’idea è stata metabolizzata nel comune sentire di molti: ci sono vite degne, e vite da niente.
Davvero pensiamo che sia sufficiente ergersi a difensori di ogni diritto individuale, idealizzando dogmi mediatici del “politicamente corretto”, per avere la coscienza pulita? Per stare tranquilli nelle nostre comodità, che per carità non vorremmo vedere mai scalfite… La nostra coscienza è zozza, putrida e nauseante. Ricordiamocelo bene.
E ricordiamoci anche che ogni gesto porta con sé delle conseguenze. Ciò che adesso guardiamo con indifferenza un giorno colpirà noi stessi con violenza.
Questi gravissimi fatti dovrebbero provocare un sentimento di rabbia per tutte le forme di ingiustizia che subiscono le cosiddette vite indegne di vivere. Scartate perché inutili e non funzionali al sistema.

Il potere politico e finanziario non fa altro che alimentare la nostra indifferenza verso l’altro. Noi restiamo assuefatti e respiriamo giorno dopo giorno una mentalità che esclude il più debole e fragile. Viene spontaneo chiedersi in quale deriva sta andando l’umanità…

Soltanto nella pietà l’essere umano trova il riscatto da quel potere che lo vuole indefinito e asettico nelle scelte e nel pensare. Persino le relazioni sociali si trasformano in pura mercificazione, per soddisfare i bisogni individuali di possesso.
Oggi si vuole estirpare la pietà umana, perché essa obbliga ad agire con la propria coscienza. E a non restare schiavi del potere.
Ecco i due video dei vergognosi fatti avvenuti a Roma e a Madrid.

 

 

 

Spunti tratti dall’articolo di Marina Corradi “Noi e le vite da niente”, su Avvenire, 19 marzo 2016.

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/NOI-E-LE-VITE-DA-NIENTE-.aspx

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