Papa Francesco a Lesbo: i profughi non sono numeri.

“I profughi non sono numeri, sono persone: sono volti, nomi, storie, e come tali vanno trattati”.
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Nel viaggio di ritorno Papa Francesco porta con sé in aereo tre famiglie siriane e musulmane, che risiederanno presso una parrocchia vaticana. Un gesto concreto e grandioso, che vale più di qualsiasi altro discorso o considerazione…

 

 

Dio di misericordia,
Ti preghiamo per tutti gli uomini, le donne e i bambini, che sono morti dopo aver lasciato le loro terre in cerca di una vita migliore.
Benché molte delle loro tombe non abbiano nome, da Te ognuno è conosciuto, amato e prediletto.

Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole.

Ti affidiamo tutti coloro che hanno compiuto questo viaggio, sopportando paura, incertezza e umiliazione, al fine di raggiungere un luogo di sicurezza e di speranza.Come Tu non hai abbandonato il tuo Figlio quando fu condotto in un luogo sicuro da Maria e Giuseppe, così ora sii vicino a questi tuoi figli e figlieattraverso la nostra tenerezza e protezione.

Fa’ che, prendendoci cura di loro, possiamo promuovere un mondo dove nessuno sia costretto a lasciare la propria casa e dove tutti possano vivere in libertà, dignità e pace.

Dio di misericordia e Padre di tutti, destaci dal sonno dell’indifferenza,apri i nostri occhi alle loro sofferenze e liberaci dall’insensibilità, frutto del benessere mondano e del ripiegamento su sé stessi.

Ispira tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui, a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste sono nostri fratelli e sorelle.

Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio.

 

Preghiera di Papa Francesco a Lesbo “Liberaci dall’indifferenza”

 

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“Dobbiamo tornare al senso collettivo di riunirci alla stessa tavola, ripensandoci come una sola famiglia umana, facendo risorgere dentro i nostri cuori il desiderio di fratellanza. Riconoscendoci faccia a faccia, non come personaggi ma come individui, lavorando allo sviluppo di una terra comune. Sentendo e agendo per il bene del popolo, in un cammino di desiderio che nasce dalla conversione.”

Estratto da La Piuma, tra Cielo e Terra

 

4 pensieri riguardo “Papa Francesco a Lesbo: i profughi non sono numeri.

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