Un artista non è mai povero… “Il pranzo di Babette”

“Il pranzo di Babette” narra la storia di Babette,  una donna sfuggita alla repressione della Comune di Parigi del 1871 durante la quale il generale Galliffer decretò la morte del figlio e del marito, giunta in un piccolo e triste villaggio della Danimarca. In questo luogo lei riesce, grazie al suo talento e al suo immenso estro, a trasmettere alla gente emozioni mai vissute prima. Facendolo sempre con umiltà. Dopo aver vinto diecimila franchi d’oro alla lotteria, Babette organizza un pranzo dove tutti sono invitati. Un pranzo dove gli abitanti vengono come liberati da una sorta di sonno interiore e moralismo dottrinale. Babette ordina i cibi più raffinati, tovaglie e stoviglie pregiate, liquori e vini sconosciuti ai palati dei compaesani. Grazie a questo gesto Babette dona una vitalità che irrompe nella monotonia di tutto il villaggio.

Vivere per esprimere il proprio talento, facendosi dono. Arrivando persino ad annullare se stessi. Dando il meglio di sé per rendere felici gli altri…

Non a caso “Il pranzo di Babette” è il film preferito di Papa Francesco. Film assolutamente da vedere e meditare…

 

Babette

 

Alla fine di un altro lungo silenzio Babette fece all’improvviso un sorrisetto, e disse:
“E come potrei tornare a Parigi,mesdames? Io non ho danaro”
“Non avete danaro?” gridarono le sorelle, come con una bocca sola. “No” disse Babette.
“Ma i diecimila franchi che hai vinto alla lotteria?” chiesero le sorelle, ansimando inorridite.
“I diecimila franchi sono stati spesi, mesdames” disse Babette.
Le sorelle si misero a sedere. Per un intero minuto non riuscirono a parlare.
“Ma diecimila franchi?” sussurrò lentamente Martina.
“Che volete, mesdames” disse Babette, con grande dignità. “Un pranzo per dodici al Café Anglais costerebbe diecimila franchi…”
“Cara Babette,” disse  una delle sorelle con dolcezza, “non dovevate dar via tutto quanto avevate per noi”.
Babette avvolse le sue padrone in uno sguardo profondo, uno strano sguardo: non v’era, in fondo ad esso, pietà e forse scherno?
“Per voi?” replicò. “No. Per me.”
Si alzò dal ceppo e si fermò davanti alle sorelle, ritta. “Io sono una grande artista,” disse. Aspettò un momento, poi ripetè: “Sono una grande artista, mesdames.”
Poi, per un pezzo, vi fu in cucina un profondo silenzio.
Allora Martina disse:”E adesso sarete povera per tutta la vita, Babette?”
“Povera?” disse Babette. Sorrise come a se stessa. “No. Non sarò mai povera. Un grande artista, mesdames, non è mai povero…Per tutto il mondo risuona un lungo eco che esce dal cuore dell’artista…consentitemi di dare tutto il meglio di me”.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...