Il sorriso di Jo Cox

Peccato aver conosciuto la sua figura così luminosa soltanto dopo la sua tragica morte, avvenuta pochi giorni fa. Ma accade così purtroppo, spesso le persone che operano per il bene comune non fanno notizia, perché preferiscono operare nel silenzio, fuggendo gli applausi e i consensi del mondo. E quando ci si accorge di loro ormai è troppo tardi, resta soltanto l’amarezza per non aver fatto in tempo a guardare il loro sorriso, ascoltarne i messaggi e seguirne l’esempio. E resta un vuoto, come un inspiegabile senso di colpa che ci rende forse tutti quanti responsabili. Ci fa capire con forza che il mondo si è privato di una benefattrice dell’umanità. Lasciata sola dinanzi all’odio di una persona, odio alimentato da una civiltà che ha ormai nella divisione e nell’indifferenza le sue fondamenta.

Perché quando un pazzo estremista di destra preme il grilletto per uccidere una persona come lei, a premerlo siamo stati anche tutti noi europei. Tutti noi occidentali, pavidi e indifferenti rispetto ai veri problemi che affliggono il mondo, che ora la piangiamo per un senso comune di ipocrita emozionalità, ma in fondo ci danno fastidio le persone che come lei entrano a gamba tesa nei problemi, per cercare di risolverli. Chiamando i problemi per nome, senza voltarsi dall’altra parte.

Questa era Jo Cox, ex cooperante in diverse zone del pianeta piagate dai conflitti, tra cui il Darfur dove operò come volontaria a difesa delle donne violentate e dei bambini soldato, da un anno deputata laburista inglese. Era impegnata per una soluzione pacifica della guerra in Siria. Nel dicembre del 2015, assieme ad un pugno di deputati, si astenne nella votazione che diede il via libera ai bombardamenti aerei contro lo Stato Islamico in Siria. In quella circostanza, rivolgendosi al governo, chiese “di adottare misure serie per riorganizzare la strategia di protezione della popolazione civile. È solo difendendo la gente comune che potremo battere l’Isis”.

Gli ultimi giorni della sua vita Joe Cox li ha spesi sostenendo la causa del “no” al Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.

Qualcuno ora sostiene che la sua morte sia stata utile soprattutto a chi è a favore del no, come Ue, Bce e potere della finanza… La Borsa di Londra, da diversi giorni in caduta libera, ha avuto un repentino miglioramento subito dopo l’annuncio del suo omicidio…

La testimonianza di Jo Cox resta un messaggio di luce da custodire e coltivare, perché significa che esistono ancora persone pronte a “morire di speranza”, per poterla donare agli altri. Sacrificando se stesse per partecipare alla salvezza del mondo intero.

 

Jo kox

“Mentre voi sottolineate la nostra diversità, quello che mi sorprende ogni volta di più girando il paese è che siamo molto più uniti e abbiamo molte più cose in comune gli uni con gli altri rispetto alle cose che ci dividono”
Jo Cox

 

da Ansa

Contro la Brexit, dalla parte degli immigrati e impegnata nella difesa dei diritti umani. Senza se e senza ma. La promettente stagione di Jo Cox alla Canera dei Comuni è durata solo un anno: deputata 41enne, era stata eletta alle politiche del 2015 per la sua prima legislatura fra le file del Labour ed era per molti una grande speranza del partito, destinata ad occupare un giorno posti di responsabilità in un governo. E invece la sua vita è finita a Birstall, presso Leeds, dopo l’immancabile incontro settimanale coi suoi elettori.

Jo arrivava dal mondo del volontariato, dopo la laurea a Cambridge era stata dirigente dell’associazione Oxfam e aveva lavorato anche per Save the Children e la NSPCC, oltre ad essere stata consulente della moglie dell’ex premier laburista Gordon Brown, Sarah, attivissima in una serie di campagne in favore di giovani e immigrati. Negli ultimi mesi era poi diventata fra gli esponenti laburisti più attivi e in ‘vista’ nella campagna a sostegno dell’Europa e in difesa dei profughi. Aveva affermato pochi giorni fa che l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue non sarebbe stato il modo per affrontare il dossier immigrazione, come in precedenza aveva criticato il governo conservatore di David Cameron per la mancata accoglienza di migliaia di bambini in arrivo dalla Siria.

Il suo straordinario impegno per il Paese del Medio Oriente martoriato dalla guerra non finiva qui: era anche presidente del gruppo trasversale di Westminster chiamato ‘Friends of Syria’. Si era astenuta nel voto ai Comuni sul via libera all’azione militare britannica nel Paese del Medio Oriente, affermando che serviva una soluzione di ampio respiro per risolvere il conflitto. Ma era favorevole a un’azione internazionale per favorire una transizione a Damasco. Era anche presidente del Labour Women’s Network, che riunisce le donne laburiste, e aveva sostenuto la nomina di Jeremy Corbyn a leader del partito per poi cambiare idea, e votare per la candidata blairiana Liz Kendall. L’arrivo alla Camera dei Comuni non era stato facile: la sua candidatura in un seggio del West Yorkshire era stata criticata dagli avversari conservatori, che l’avevano vista come una scelta piovuta dall’alto per una esponente che non aveva legami con l’elettorato locale. Ma la sua passione aveva messo a tacere i detrattori.

Jo si definiva prima di tutto “una mamma”: due i figli avuti dal marito Brandon Cox, anch’egli un attivista politico. La coppia aveva scelto di vivere su una barca convertita in abitazione ormeggiata vicino al Tower Bridge di Londra. Mentre tutti aspettavano notizie sulle condizioni della donna il marito ha pubblicato sul suo profilo Twitter una foto di lei, sorridente sullo sfondo della sua Londra: l’ultimo sorriso di Jo.