Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA TRA CIELO E TERRA”

Una recensione che considero davvero preziosa. Ringrazio fortissimamente Maria Pace, autrice e fondatrice del blog “Il Circolo, storici, scrittori, lettori”, per la sensibilità e l’acutezza mostrata nel leggermi.

RECENSIONE DI MARIA PACE AL LIBRO “LA PIUMA TRA CIELO E TERRA”         

Un percorso di Fede. Così potremmo definire questo libro. E che cosa é un percorso di Fede? ” “E’ un viaggio – spiega l’Autore – fatto di incontri, paesaggi, speranze, indecisioni, fatica – che mi ha permesso di scoprire il percorso che dall’io conduce al noi.”  Una ricerca di esperienza, dunque, un bisogno di spiritualità. Un percorso non facile, lungo il quale ho combattuto interiormente una battaglia: quella di un Castello a difesa di una Piuma, simbolo di una purezza che l’umanità, ai nostri giorni, rischia di perdere per sempre.

“La Piuma”… consegnata al titolo di questo libro.

L’uomo ha sempre sentito il bisogno di dare significato alla vita  e scopre, oggi, che  la risposta è nel “Sacro”  e che il Pellegrinaggio è lo strumento più  efficace perchè offre momenti di solitudine,  difficoltà, incontri e soprattutto   momenti di fatica. Il sacrificio della fatica, della stanchezza, del silenzio, della  resistenza fisica  messa alla prova; ma anche della  scoperta del creato che vive intorno a noi, il desiderio di stare insieme… e infine il premio, per il cuore e lo spirito, nel raggiungere la meta dopo la fatica. Un  “viaggio” che comincia ancora prima di mettersi in cammino, perchè comincia con un “viaggio” in se stessi.  Per conoscersi, dice l’Autore:

” … per conoscere meglio la mia vera identità, devo avere il coraggio, l’umiltà e la pazienza di scrutare negli abissi del cuore… avevo bisogno di far morire l’uomo vecchio per far nascere l’uomo nuovo che avevo dentro di me.”

Il  Pellegrinaggio ha visto un numero incalcolabile di persone in movimento nel corso dei secoli: verso il Santo Sepolcro, verso Santuari e Monasteri…  qui è verso Santiago di Compostela… un itinerario che ha inizio a Pedrafita do Crebreiro, in un percorso tutto in salita. E gli incontri cominciano subito: il primo, con una ragazza  bella e solitaria e il secondo con un giovane che  avanza a fatica e che gli impartisce la sua prima lezione di vita: un ragazzo malato di sclerosi multipla che non si lamenta mai

“La strada… – dice l’autore – era quella che transitava attraverso l’esperienza del dolore.” e subito precisa:

“Riprendevo il cammino portando con me rinnovate motivazioni, desiderando di dare nuova linfa alla mia  esperienza…il cammino educa. Troverete  una resistenza normalmente sconosciuta: una forza che passo dopo passo diventa crescente…”

… e, passo dopo passo, il Cammino lo avvicinerà alla sua meta… ancora un chilometro per raggiungere la meta e … ancora passi : gli ultimi, prima di oltrepassare la soglia della cattedrale, andando incontro ad una emozione così forte… intensa… quasi  una delusione, poichè  pare di non avvertire più sensazioni… emozioni… Ma non è così! L’emozione è intensa, fa sentire in pace con se stesso e non fa desiderare altro:

“…il cambiamento che sentivo dentro di  me era come un roveto che bruciava di gioia senza mai spegnersi”
Questo libro, però, non  soltanto la cronaca semplice e scarna di momenti più o meno importanti di questo cammino, ma è la cronaca di incontri, emozioni e sensazioni  provenienti dal mondo che ci circonda e soprattutto dell’incidenza di  tali eventi sull’umanità. Un grido di dolore, dunque. Il grido di dolore di fronte al “Vuoto moderno” dell’Occidente politico e culturale contrapposto al fondamentalismo islamico dell’ISIS.

E’ la la denuncia  di una Europa “chiusa e cieca”   che crea micro staterelli,   erige muri e frontiere.

Spetta al lettore, scoprire il ruolo giocato  da costumi e consuetudini storiche, politiche sociali, attraverso cui l’autore mette a nudo lo spirito, lo stile di vita e le tendenze di questa nostra epoca. E qui scopriamo il narratore capace di trascinare il lettore attraverso un percorso fatto di speranza, amore, fratellanza, gioie, dolori.
E lo fa con uno stile sciolto, elegante, riservato e al contempo trascinante e coinvolgente. Lo fa attraverso il racconto dell’immagine del quotidiano… del suo quotidiano, scandito dalla fede, dagli eventi e dal contesto in cui viviamo: la guerra e i suoi orrori, il terrorismo. I continui riferimenti al presente che  ci circonda, alla politica, alla storia, all’economia, alle tensioni ed ai conflitti bellici, alle situazioni di crisi,  fanno di questo libro, una denuncia, una profezia, un grido di gioia e di dolore..

Sorgente: Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA” dello scrittore Simone CARUSO

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