Tra il SI e il NO…per andare dove?

A poche ore dal voto in cui siamo chiamati a scegliere SI o NO al referendum per le riforme costituzionali, mi viene spontaneo focalizzare l’attenzione su un altro tema, o meglio su un fatto che considero inquietante. Mi riferisco a quanto avvenuto in Francia qualche giorno fa, ovvero l’approvazione di quella legge che, col via libera dell’Assemblea nazionale francese, vieta di difendere la vita su Internet. La riforma, attesa ora dall’esame del Senato, nasce da un’iniziativa del governo socialista che punta a spegnere la voce dei siti Internet curati da varie associazioni a difesa della vita.

Viene così negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica. Questo intervento normativo, infatti, introduce una vera e propria repressione di presenze online che si propongono semplicemente di ascoltare e, se richieste, consigliare le donne alle prese con una scelta drammatica come quella di abortire.

Ora, qui non si tratta di scontrarsi per stare dalla parte del SI o del NO, ma di renderci conto di quello che sta accadendo nella società in cui viviamo: in Europa la vita che nasce non ha più alcun valore. La vita sta semplicemente diventando merce di scambio. L’essere umano è utile al sistema fino a quando è funzionale ad esso, poi può (e deve) venire scartato.

Quali conseguenze sta portando una cultura che vuole governare in modo totalitario le coscienze individuali e assoggettarle alla propria visione egemonica? Per reazione opposta forme di populismo si stanno radicando ed estendendo in tutto l’Occidente. Ad esempio oggi in Austria si rivoterà chi fra l’ambientalista Van der Bellen e lo xenofobo di estrema destra Hofer sarà il nuovo capo di Stato. Con un elettorato spaccato a metà l’Austria potrebbe diventare il primo Stato europeo con un Presidente della Repubblica di estrema destra.

Da che cosa nasce questo inquietante vento populista e di estrema destra che da diverso tempo sta soffiando in tutto l’Occidente come contraltare a politiche liberticide, se non da un vuoto identitario che sta generando mostri e dall’aver ideologicamente estirpato ciò che più garantisce e preserva la dignità di un popolo e di ogni individuo, ovvero il rispetto della coscienza e la conversione dei cuori?

assemblea

La libertà che non c’è in Francia

di Maurizio Patriciello. Venerdì 2 dicembre 2016
 
Il rispetto per la democrazia di tanti moderni democratici spaventa. Ci siamo sgolati per ribadire il rispetto per l’altro anche quando la pensava diversamente da noi. Ci abbiamo creduto. Ci crediamo. Forse ci fu un tempo in cui ci credevano anche loro. Ci siamo vantati di essere i paladini della civiltà, anche da esportare altrove.
A volte – è vero – a suon di bombe e di menzogne. Quando la Francia degli Illuministi scoprì la bellezza della legalità, della fraternità, dell’ uguaglianza, non si accorse che quei valori erano già scolpiti nei vangeli da diciassette secoli. La Francia del terzo millennio vieta di esprimere anche su Internet la propria contrarietà all’aborto.
Un segno di democrazia? Un passo verso la civiltà dell’amore?
Un salto indietro. Al di là di ogni considerazione, di ogni ideologia, di ogni fede religiosa, immediatamente, salta agli occhi la contraddizione.Libertà, si, ma solo per chi la pensa come me. E per coloro che ancora conservano un pizzico di buon senso e di umana pietà? Che ne sarà di loro? Internet è un fiume nel quale transitano notizie preziose, offese, illazioni, bufale di ogni tipo, ma la laica Francia ha paura di chi inneggia alla vita nascente.
Che faranno da oggi i francesi amanti della vita? Che ne sarà di quelle persone che “democraticamente” hanno imparato a esprimere le proprie idee e a rispettare quelle degli altri? Saranno multati, incarcerati, condannati?
Che esempio di laicità! Quale inno alla libertà! La democrazia di certi moderni democratici spaventa. Davvero. Il mondo si fa sempre più piccolo, alla stregua di un villaggio.
Uomini diversi per cultura, lingua, religione hanno bussato alla porta dei nostri Paesi. Da veri democratici ci siamo battuti per il dialogo, l’integrazione, gli aiuti umanitari. Abbiamo invocato, programmato, realizzato tavoli di confronto, approfondimenti, studi. Abbiamo lottato contro egoismi, nazionalismi, limiti imposti dalla pigrizia per riaffermare che nessuno uomo, nessun Paese è un’ isola. Per abbattere muri e costruire ponti. Abbiamo rinnegato con tutte le nostre forze le dittature di ogni tipo. Abbiamo sostenuto che la democrazia, pur con i suoi limiti, le sue contraddizioni, le sue cadute, le sue lungaggini, fosse il migliore dei governi.
Poi ci accorgiamo che l’intolleranza tarda a morire. Che la tentazione di ricorrere alla forza – dei numeri, delle armi, del denaro – contro le minoranze, contro chi la pensa diversamente da noi, è sempre dietro l’angolo.
La finestra di Overton inizia ad aprire un minuscolo spiraglio. Lentamente, silenziosamente, subdolamente i battenti si allargano fino a spalancarla completamente. Ed ecco che ciò che un tempo era vietato, viene democraticamente tollerato. Ciò che è tollerato viene poi legittimato. Infine si impone tanto da diventare un esempio da seguire. Pian piano le parti si invertono: ciò che era vietato diventa un “diritto” da rispettare. E chi contro quel “diritto” esprime il suo dissenso viene prima messo ai margini, poi zittito completamente. Per legge. In un mondo dove ogni minuto si ammalano due giovani di aids, che non riesce a trovare pace, dove ancora tanta gente – vergognosamente – muore di fame, la Francia laica e democratica mette il bavaglio a chi, umanamente, cristianamente tenta di farsi accanto, ascoltare, aiutare, farsi prossimo di una donna alle prese con l’aborto. Sembra incredibile eppure è la realtà.
La Francia laica, civile e democratica, vuole zittire per legge i suoi figli laici, civili e democratici che inneggiano alla vita. Quale sarà il passo successivo? Il divieto di pensare e dire che l’aborto prima e il tentativo dell’utero in affitto poi sono – è sotto gli occhi di tutti – un immenso affare per gli uomini di affari? Che non conviene a nessuno estirpare dal cuore dei giovani la fragile pianticella della pietà? Non riesco a immaginare che cosa scriverebbe oggi la buonanima di Voltaire. Questa “libertà made in France” ci lascia perplessi. Troppo. È evidente il tentativo di manomettere le fondamenta stesse della vita e il pensiero cristiano per il quale la vita di ogni essere umana è unica, irripetibile, preziosa. Sempre. Ovunque. Conviene tenere gli occhi bene aperti.

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