Aleppo dilaniata nella sua anima…

Per comprendere la lacerazione interna in Siria e quanto sia contraddittoria la situazione di queste ore ad Aleppo, dove circa l’85% del territorio è ormai nelle mani del governo di Assad, basta vedere questi due video che ho trovato su Twitter.. due posizioni drammaticamente opposte, sebbene di due siriani.
Da una parte c’è chi come il giornalista e reporter Naman Tarcha pubblica le prime immagini della città vecchia di Aleppo liberata dai ribelli, e auspica in un tweet “un’alba nuova e l’inizio verso la liberazione”…
Naman, certamente filo governativo, definisce i ribelli dei veri e propri terroristi finanziati da potenze straniere.

Dall’altra chi come Monther Etaky, attivista siriano anti governativo, residente in quella che lui definisce l'”assediata” Aleppo, condanna i crimini compiuti da Assad e Putin.
Cinque ore fa ha pubblicato un video su Twitter dove denuncia la continuazione dei bombardamenti su Aleppo, nonostante la tregua umanitaria annunciata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dopo i colloqui con il segretario di Stato Usa John Kerry ieri ad Amburgo.

Video di Sky TG24 col coraggioso contributo di Monther Etaky ad Aleppo, oggi 9 dicembre. Il servizio descrive la tragedia di Aleppo Est e degli abitanti che cercano di andare via per raggiungere le zone Ovest di Aleppo, sotto le forze governative. Nel servizio si segnala giustamente che ad Aleppo non si muore soltanto a causa del regime di Assad o dell’aviazione russa; gruppi di ribelli infatti usano i civili come scudi umani oppure li uccidono solo per aver chiesto di lasciare la zona est per mettersi in salvo.

Una cosa è certa, nell’indifferenza del mondo Aleppo muore.

E con lei l’intera nostra umanità.

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