Ultime notizie da Aleppo liberata

È di poche ore fa la notizia che l’esercito siriano ha riconquistato Aleppo dopo aver cacciato le ultime sacche di resistenza jihadiste dalla parte orientale della città.

Gli abitanti di Aleppo sono scesi nelle strade. La battaglia per Aleppo è durata più di 4 anni, da quando il 19 giugno 2012 sono scoppiate le ostilità. Ora sembrerebbe finalmente giunta alla conclusione.

Davanti alla consueta pochezza dei media nostrani e al loro generale schieramento di parte filo americano (dunque filo Arabia Saudita e filo ribelli, in particolare Repubblica), anche oggi mi ha incuriosito confrontare le diverse anime che compongono il variegato scenario siriano, dove da una parte c’è chi si professa pro Assad ed esercito siriano, dall’altra chi è fermamente anti Assad.

Ho trovato su twitter tre video di Sarah Abdallah, scrittrice libanese, analista di geopolitica, che descrivono in modo inequivocabile l’irrefrenabile clima di euforia e di festa in queste ore ad Aleppo.

Rana Harbi, giornalista libanese di Beirut, posta una foto su twitter dove in mezzo alla distruzione di Aleppo un gruppo di giovani rappresenta la speranza per un futuro di pace e di ricostruzione, negli edifici e nei cuori di ogni siriano.

Ma c’è anche chi come Monther Etaky, attivista anti Assad di Aleppo Est, sottolinea con fierezza il suo non voler lasciare la città e chiede l’intervento dell’Onu, perché la guerra a suo dire non sarebbe ancora terminata. In un’altra foto denuncia l’esercito siriano di costringere i civili rimasti nella zona est di Aleppo, a combattere contro i ribelli.

Oppure come il giornalista indipendente filo ribelli Bilar Abdul Kareem, che ieri nel suo messaggio ha raccontato con fierezza quello che sarebbe stato il suo ultimo twit, prima dell’ingresso ad Aleppo dell’esercito siriano. Non è chiaro se Bilar Abdul Kareem,sia ancora vivo.

Dinanzi a una lacerazione così profonda, con centinaia di migliaia di morti in cinque anni e violenze di ogni tipo subite dal popolo siriano, ci si chiede dove possa risiedere la verità. E dove la menzogna. Ieri nel corso dell’Angelus Papa Francesco ha ribadito che “purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità.”

Non può nascere la verità dove si sviluppa odio e divisione. E dove ogni forma di terrorismo e ideologia prendono il sopravvento.

La verità in Siria scaturirà soltanto dentro cuori disposti a perdonarsi reciprocamente, nonostante le tante violenze compiute e patite. E come dice il Papa dentro cuori capaci di rigettare ogni forma di abitudine al male e all’indifferenza, per volgere lo sguardo verso la speranza di costruire insieme un mondo nuovo.

Cominciando da Aleppo.

 

 

 

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