Verso Nuovi Orizzonti…

Cielo e terra si congiungevano come in un abbraccio…

Quale pace si respirava… Affiorava nel mio cuore un misto di gioia e malinconia. Osservavo la meraviglia del panorama dinanzi alla mia piccolezza, e nutrivo un sentimento di fiducia mai avvertito prima.

Ma anche di tristezza.

Chiusi gli occhi, inebriato dal desiderio di infinito, e subito mi rattristai per la miseria della condizione umana.

L’infinito – ciò che l’uomo mai avrebbe potuto raggiungere – aveva attraversato i meandri del mio cuore, e già ne provavo nostalgia.

Giungendo al termine del viaggio mi accorsi di aver ricevuto come dono un cuore ardente di eternità.

Scrutai l’orizzonte come per cercarne il punto più estremo, ma avvertii che quella fine rispondeva al bisogno di un nuovo inizio.

Era come una scintilla d’infinito.

Estratto da “La Piuma tra cielo e terra”

Foto Nuovi Orizzonti

Una nuova coscienza di popolo, contro ogni feticcio d’identità.

Dove sono finite le piazze a difesa del lavoro e della tutela dei più deboli e sfruttati? Dove si alimenta una coscienza di popolo che rigetti le logiche dell’ossessivo e paranoico individualismo dei nostri tempi?  

La scarsa memoria del popolo e il suo controllo sono la forza di quel pensiero unico chiamato consumismo individualista, che vuole governare le coscienze, cercando persino di avvolgerle in un oblio identitario. Questa mentalità sradica il concetto di popolo, creando nel tempo l’omologazione culturale. Rischiando di farci diventare uomini soli e infelici, col bisogno compulsivo di soddisfare i nostri “diritti individuali”. Facendoci perdere il senso profondo della parola “insieme”.

Il pensiero unico aspira alla creazione di una società da catalogare e omologare alle sue logiche totalizzanti e stereotipate. Una società che annulla le differenze massificando gli individui. E i diritti individuali sostituiscono di conseguenza quelli sociali. Nella logica del desiderio il consumismo attira a sé l’individuo, relegandolo a semplice numero. E così l’essere umano perde la sua libertà, restando inscindibilmente soggiogato al potere. Quello che conta è la sua funzionalità. Una volta ritenuto ingombrante l’essere umano viene definitivamente scartato.

La nostra società dei consumi ha come scopo quello di omologare “feticci d’identità”, certamente più malleabili, eliminando il valore identitario dell’individuo,  Nella mancanza del proprio sé identitario questa ideologia totalitaria crea e plasma il nuovo consumatore, facendolo diventare merce. Qualsiasi cosa diventa fluttuante, relativa, provvisoria. Non esistono più né passato né futuro; ciò che conta è l’illusoria soddisfazione del presente. Dietro le logiche buoniste del politicamente corretto il consumismo ha un’unica finalità, quella di renderci suoi schiavi.

Viviamo tempi di grande irrazionalità in un’epoca che si professa paladina della ragione.

Possiamo rassegnarci a diventare codici, oppure apriamo gli occhi per coltivare la nostra identità di popolo.

popolo

Il senso profondo della parola “Insieme”

LA PIUMA

Dove sono finite le piazze a difesa del lavoro e della tutela dei più deboli e sfruttati? Dove si alimenta una coscienza di popolo che rigetti le logiche dell’ossessivo e paranoico individualismo dei nostri tempi?  

 consumismo03[1]La scarsa memoria del popolo e il suo controllo sono la forza di quel pensiero unico chiamato consumismo capitalista. Come cantava Giorgio Gaber all’inizio del nuovo millennio non ci sono più differenze tra destra e sinistra. Ma anche in generale è diventato così. Il consumismo capitalista vuole controllare le coscienze, cercando persino di cancellarle. Esso sradica il concetto di popolo, creando nel tempo l’omologazione culturale. Siamo diventati uomini soli e infelici, col bisogno compulsivo di soddisfare i nostri sacrosanti “diritti individuali”. Abbiamo perso il senso profondo della parola “insieme”.

Il pensiero unico aspira alla creazione di una società da catalogare e omologare alle sue logiche totalizzanti.Una società che annulla le differenze massificando gli individui. E i…

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