Oltre il muro la speranza

 

To match WITNESS-WALLS/BERLIN

Migliaia di tedeschi dell’Est si recarono ai posti di confine per trasferirsi oltre il muro, rendendo la situazione in breve tempo ingestibile e costringendo le guardie di frontiera ad aprire i posti di blocco. Dall’altra parte del muro, i tedeschi dell’ovest accolsero i loro fratelli a braccia aperte.
Il muro aveva perso così ogni sua funzione, e fu una liberazione per migliaia di tedeschi poter iniziare ad avvicinarsi, abbattere quel muro che da decenni solcava in modo innaturale la città. 
Era il 9 novembre 1989, la caduta del Muro di Berlino.

Qualsiasi muro, fisico e ideologico, scaturisce dalla paura dell’altro e dall’incapacità di crescere insieme, accettandosi nelle differenze.

Forse, oltre a impegnarsi perché ogni muro venga abbattuto, è necessario anche chiedersi da dove nasca l’esigenza della sua costruzione. A mio parere questo bisogno di erigere un muro ha origine da un vuoto identitario, che genera odio e divisione. Un vuoto che alimenta la paura e che in nome di una sua fittizia identità vuole distruggere qualsiasi altra forma di diversità.

Un vuoto che in particolar modo nella storia contemporanea si è alimentato per colpa di una cultura che inneggia alla libertà nella diversità, ma che vuole invece rendere tutti omologati al sistema. Creando appunto cortocircuiti di violenza repressa.

mur_berlin

L’unica alternativa è quella di aiutarsi l’un l’altro, cercando di andare sempre oltre ogni muro, con lo sguardo fisso verso la speranza…

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