Opponiamoci alla “cosificazione della vita umana”

Il giurista Ugo Mattei, professore di diritto internazionale e comparato all’Università della California di San Francisco e professore di diritto privato all’Università di Torino, spiega le conseguenze dell’interconnessione globale degli oggetti e, molto presto, degli uomini (l’internet delle cose, “the internet of things”), delinea la fine dell’epoca basata sul diritto amministrato dai giuristi, e la fine stessa dei nostri diritti.
Probabilmente il titolo del servizio rischia di essere limitante e fuorviante in quella che invece è un’analisi assolutamente acuta e di elevato spessore culturale, che spazia su moltissimi aspetti e tematiche. Un’analisi che necessita di essere ascoltata più di una volta e approfondita, vista la complessità degli argomenti trattati.
Mattei spiega molto bene il progressivo stravolgimento dello status attribuito alla persona umana, che da individuo è diventato merce, “soggetto umano come categoria merceologica” fino a mera “cosificazione della vita umana”.
Stiamo attraversando una fase storica di processo di dissolvimento dell’individuo e della sua libertà, attraverso l’omologazione massiccia e standardizzata imposta dal potere: è l’ideologia iperliberista del capitalismo, che pianifica, controlla e impone tutto. Come qualsiasi dittatura. E l’individuo è morto, perché al posto dell’anima ha sostituito il profitto. In base a quanto vali tu sei, se non vali vieni scartato…”per il tuo maggiore interesse” ti viene detto.
Come sostiene Mattei è urgente rispondere e opporsi a questa nuova deriva totalitaria (a ben guardare molto più pericolosa di nazifascismo e comunismo, perché si presenta come subdola proposta di felicità terrena, la soluzione immediata ai bisogni emotivi e irrazionali dell’individuo), creando “obblighi collettivi di resistenza”.
Riscoprendo l’unità, la solidarietà e la condivisione. Coltivando spazi di appartenenza, che come dice Gaber sono connaturati nel “noi”, e riflettono quel desiderio ardente di eternità custodito in ogni cuore.

 

 

Grazie Alfie, per la forza manifestata nella tua fragilità.

Grazie perché in te si è rispecchiata la Vita, al di là delle futili contrapposizioni ideologiche della nostra miseria umana.

Grazie perché nel tuo silenzio hai parlato alle coscienze di tutti, hai smosso le coscienze di molti, hai interrogato sul senso del nostro vivere.

Grazie per averci lasciato tanto e per essere stato una fiammella di luce nella notte.

Una scintilla di eternità, che risplenderà per sempre.

 

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