Verso Nuovi Orizzonti…

Cielo e terra si congiungevano come in un abbraccio…

Quale pace si respirava… Affiorava nel mio cuore un misto di gioia e malinconia. Osservavo la meraviglia del panorama dinanzi alla mia piccolezza, e nutrivo un sentimento di fiducia mai avvertito prima.

Ma anche di tristezza.

Chiusi gli occhi, inebriato dal desiderio di infinito, e subito mi rattristai per la miseria della condizione umana.

L’infinito – ciò che l’uomo mai avrebbe potuto raggiungere – aveva attraversato i meandri del mio cuore, e già ne provavo nostalgia.

Giungendo al termine del viaggio mi accorsi di aver ricevuto come dono un cuore ardente di eternità.

Scrutai l’orizzonte come per cercarne il punto più estremo, ma avvertii che quella fine rispondeva al bisogno di un nuovo inizio.

Era come una scintilla d’infinito.

Estratto da “La Piuma tra cielo e terra”

Foto Nuovi Orizzonti

Nuova recensione per La Piuma tra Cielo e Terra, di Monika M Writer

Di seguito la recensione del mio libro fatta da Monika M e pubblicata sul suo bellissimo blog letterario… un Diario di Viaggio tutto da scoprire 🙂 https://autricemonikamblog.wordpress.com/

Grazie Monika!!!

Come un vero testimone si limitò a trasmettermi soltanto la gioia per la bellezza incontrata. Salutandomi mi fece un augurio.

«Buon cammino, pellegrino, custodisci nel cuore tutte le scoperte che incontrerai lungo la strada, perché saranno uniche e inimmaginabili. Qualsiasi cosa ti accadrà non aver paura perché non sarai solo.»

da “La piuma tra cielo e terra”

Ritengo che scrivere questo libro sia stato un vero atto di coraggio da parte dell’autore Simone Caruso .

Coraggio perché inevitabilmente ogni lettore paragonerà , in modo erroneo , tale libro al più celebre ” Il cammino di Santiago di Paulo Coelho ” aspettandosi poi quel tipo di narrazione , ma ancor più coraggio richiede rivelare se stessi . In questo racconto “il cammino” è una metafora che l’autore usa per narrarci un viaggio intimo , il suo ritrovarsi .

Quello che forse accomuna tutti noi è arrivare ad un certo punto della nostra vita e tirare le somme ,ed inevitabilmente  il disagio arriva se ci rendiamo conto di esser insoddisfatti . Giunti a questo bivio si hanno due scelte , accettare passivamente e autocommiserarsi o mettere in atto un cambiamento : divenire ciò che vogliamo essere .

La piuma tra cielo e terra è un cammino interiore , introspettivo , che l’autore narra partendo dal pellegrinaggio che è l’avvio del cambiamento , la decisione di evolvere il proprio io , in un noi .

Molto bella , a mio avviso , è la parte onirica a cui l’autore ricorre per esprimere il malessere dovuto ai falsi Idoli  oggi fulcro della vita : fama , ricchezza , successo , gloria , individualismo . Disagio a cui l’anima si ribella cercando , appunto, il suo cammino …

Non rivelerò altro ed a  questo punto vi auguro …buona lettura !

Avvertenze :

Non è un libro di viaggio , non narra il cammino di Santiago ma quello che il cammino ha donato all’autore .

Controindicazioni :

Molti potrebbero , non essendo credenti , trovare il libro una sorta di catechizzazione … personalmente non credo questo , pur essendo io pagana , profondamente convinta che ogni fede riconduca ad un ‘unica entità … chiamatelo poi come volete .

Lo consiglio ? Assolutamente SI   se lo leggerete con l’anima vi arricchirà !

Monika M .

Sorgente: Oggi vi parlo di … #13

Buon Natale da La Piuma tra Cielo e Terra!

A Natale un libro da leggere non è per niente una cattiva idea 
“La Piuma, tra cielo e terra” è disponibile su ordinazione in tutte le librerie e tutti gli store online (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, IBS, ecc.) dove è possibile ordinarlo e riceverlo comodamente a casa.

 

Buona lettura a tutti e buon Natale!!

 

promozione-natalizia-la-piuma-tra-cielo-e-terra

Estratto de “La Piuma tra Cielo e Terra”

Mi svegliai tardi, intorno alle sette e mezza.

Alle otto ripresi il Cammino, lasciando Monte do Gozo, per concludere i sospirati cinque chilometri che mi separavano da Santiago. Il clima era inclemente, quel giorno, pioveva e tirava molto vento; forse qualcuno lassù voleva ripulire la sporcizia dei pellegrini, sia nel fisico che nell’anima, prima dell’ingresso nella cattedrale.

Ero comunque sereno e rilassato. Una pace interiore che purtroppo nei giorni precedenti in tante occasioni mi era venuta a mancare.

Il Cammino aveva fatto emergere la consapevolezza delle zone d’ombra della mia personalità, che evidentemente mi appartenevano e non potevo cancellare. Ma conoscere sì. E quello poteva diventare un ottimo punto di partenza per dare nuova linfa alla mia vita.

Innanzitutto non volevo più soffermarmi sulle mie negatività, bensì sui miei talenti, da alimentare e mettere al servizio degli altri. Se la vita mi era stata donata, non potevo bastare a me stesso. Volevo condividerla insieme agli altri.

Ma lì, su quell’ultimo tratto del Cammino, pensai anche che volevo qualcos’altro, e sarebbe stata quella la richiesta che avrei espresso davanti alla statua di san Giacomo: comprendere, una volta tornato a casa, i doni ricevuti durante quel viaggio.

Una luce interiore, insomma, che rischiarasse i lati oscuri della mia anima. Più che una guerra contro ogni mia malvagità interiore, iniziavo a desiderare un bene più grande per la mia vita: la riconciliazione prima di tutto con me stesso.

Nel frattempo il cielo si era parzialmente schiarito e aveva smesso di piovere. Anche la temperatura si era fatta più mite. Iniziavo ad avere caldo, così tolsi il k-way e la maglia termica.

Mi dirigevo verso la meta guardando gli sprazzi di azzurro nel cielo. Un cammino sulla terra che sembrava dunque congiungersi al cielo. Seguendo la via indicata. Nel Cammino nulla era identico all’inizio, eppure quel legame con le origini si manteneva indissolubile. E necessario.

Camminavo cercando di osservare con attenzione gli ultimi passi che mi separavano dalla piazza della cattedrale di Santiago. Li volevo custodire dentro di me.

Assaporavo ogni particolare, abituando il mio cuore e la mia mente a cercare una sintonia con la libertà.

Estratto de La Piuma tra Cielo e Terra

Lettere Animate Editore

https://www.amazon.it/La-Piuma-tra-cielo-terra-ebook/dp/B01AU78F68/ref=zg_bs_508755031_63

20150823_080134[1]

Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA TRA CIELO E TERRA”

Una recensione che considero davvero preziosa. Ringrazio fortissimamente Maria Pace, autrice e fondatrice del blog “Il Circolo, storici, scrittori, lettori”, per la sensibilità e l’acutezza mostrata nel leggermi.

RECENSIONE DI MARIA PACE AL LIBRO “LA PIUMA TRA CIELO E TERRA”         

Un percorso di Fede. Così potremmo definire questo libro. E che cosa é un percorso di Fede? ” “E’ un viaggio – spiega l’Autore – fatto di incontri, paesaggi, speranze, indecisioni, fatica – che mi ha permesso di scoprire il percorso che dall’io conduce al noi.”  Una ricerca di esperienza, dunque, un bisogno di spiritualità. Un percorso non facile, lungo il quale ho combattuto interiormente una battaglia: quella di un Castello a difesa di una Piuma, simbolo di una purezza che l’umanità, ai nostri giorni, rischia di perdere per sempre.

“La Piuma”… consegnata al titolo di questo libro.

L’uomo ha sempre sentito il bisogno di dare significato alla vita  e scopre, oggi, che  la risposta è nel “Sacro”  e che il Pellegrinaggio è lo strumento più  efficace perchè offre momenti di solitudine,  difficoltà, incontri e soprattutto   momenti di fatica. Il sacrificio della fatica, della stanchezza, del silenzio, della  resistenza fisica  messa alla prova; ma anche della  scoperta del creato che vive intorno a noi, il desiderio di stare insieme… e infine il premio, per il cuore e lo spirito, nel raggiungere la meta dopo la fatica. Un  “viaggio” che comincia ancora prima di mettersi in cammino, perchè comincia con un “viaggio” in se stessi.  Per conoscersi, dice l’Autore:

” … per conoscere meglio la mia vera identità, devo avere il coraggio, l’umiltà e la pazienza di scrutare negli abissi del cuore… avevo bisogno di far morire l’uomo vecchio per far nascere l’uomo nuovo che avevo dentro di me.”

Il  Pellegrinaggio ha visto un numero incalcolabile di persone in movimento nel corso dei secoli: verso il Santo Sepolcro, verso Santuari e Monasteri…  qui è verso Santiago di Compostela… un itinerario che ha inizio a Pedrafita do Crebreiro, in un percorso tutto in salita. E gli incontri cominciano subito: il primo, con una ragazza  bella e solitaria e il secondo con un giovane che  avanza a fatica e che gli impartisce la sua prima lezione di vita: un ragazzo malato di sclerosi multipla che non si lamenta mai

“La strada… – dice l’autore – era quella che transitava attraverso l’esperienza del dolore.” e subito precisa:

“Riprendevo il cammino portando con me rinnovate motivazioni, desiderando di dare nuova linfa alla mia  esperienza…il cammino educa. Troverete  una resistenza normalmente sconosciuta: una forza che passo dopo passo diventa crescente…”

… e, passo dopo passo, il Cammino lo avvicinerà alla sua meta… ancora un chilometro per raggiungere la meta e … ancora passi : gli ultimi, prima di oltrepassare la soglia della cattedrale, andando incontro ad una emozione così forte… intensa… quasi  una delusione, poichè  pare di non avvertire più sensazioni… emozioni… Ma non è così! L’emozione è intensa, fa sentire in pace con se stesso e non fa desiderare altro:

“…il cambiamento che sentivo dentro di  me era come un roveto che bruciava di gioia senza mai spegnersi”
Questo libro, però, non  soltanto la cronaca semplice e scarna di momenti più o meno importanti di questo cammino, ma è la cronaca di incontri, emozioni e sensazioni  provenienti dal mondo che ci circonda e soprattutto dell’incidenza di  tali eventi sull’umanità. Un grido di dolore, dunque. Il grido di dolore di fronte al “Vuoto moderno” dell’Occidente politico e culturale contrapposto al fondamentalismo islamico dell’ISIS.

E’ la la denuncia  di una Europa “chiusa e cieca”   che crea micro staterelli,   erige muri e frontiere.

Spetta al lettore, scoprire il ruolo giocato  da costumi e consuetudini storiche, politiche sociali, attraverso cui l’autore mette a nudo lo spirito, lo stile di vita e le tendenze di questa nostra epoca. E qui scopriamo il narratore capace di trascinare il lettore attraverso un percorso fatto di speranza, amore, fratellanza, gioie, dolori.
E lo fa con uno stile sciolto, elegante, riservato e al contempo trascinante e coinvolgente. Lo fa attraverso il racconto dell’immagine del quotidiano… del suo quotidiano, scandito dalla fede, dagli eventi e dal contesto in cui viviamo: la guerra e i suoi orrori, il terrorismo. I continui riferimenti al presente che  ci circonda, alla politica, alla storia, all’economia, alle tensioni ed ai conflitti bellici, alle situazioni di crisi,  fanno di questo libro, una denuncia, una profezia, un grido di gioia e di dolore..

Sorgente: Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA” dello scrittore Simone CARUSO

https://www.amazon.it/piuma-Tra-cielo-terra/dp/8868823799/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

Giornata Mondiale della Salute Mentale…un ricordo di vent’anni fa.

salutementale_319898-kxCG-U10901086303296jBD-1024x576@LaStampa.it.jpg

Oggi si celebra la giornata mondiale della salute mentale.

I disturbi mentali riguardano 164 milioni di europei, vale a dire il 38,2% della popolazione totale. Numeri che fanno rabbrividire. In Italia la malattia mentale riguarda 17 milioni di persone. Siamo a circa un terzo della popolazione complessiva.

Probabilmente andrebbero fatte molte considerazioni in merito, la più ovvia è quella che la nostra è una società malata. E che, nonostante ciò, fa finta di non esserlo… Sarebbe anche interessante sapere se talvolta i veri malati siano quelli dentro le strutture psichiatriche oppure fuori.

Circa vent’anni fa fui destinato in provincia di Vicenza presso una comunità di malati mentali, come obiettore di coscienza. Lì trascorsi ben undici mesi. Da quell’esperienza scaturì il mio primo libro, intitolato “Sto malissimo”.

sto-malissimo-copertina

Ecco un estratto, la storia di Rosa… “La rosa più bella”.

“Oggi Rosa è morta. L’hanno trovata sola in casa, stesa a terra, dissanguata con una siringa infilata nel braccio. Causa della morte, overdose.” Questa è la storia di Rosa, una donna calpestata dal peso della nostra società, che non ha tempo di fermarsi e aiutare chi, come lei, è affetto da grandi problemi. Nei suoi occhi si leggevano le umiliazioni e le frustrazioni subite nel corso di trentasette anni pieni di sofferenze, solitudine e abbandoni. I suoi occhi, bellissimi, grandi e scuri, esprimevano quello che Rosa non voleva raccontare. I suoi occhi, tanto intensi, rappresentavano la tristezza della sua esistenza. E il suo sorriso, raro a vedersi, come gli occhi era spento. Quando però la vedevo sorridere mi sentivo felice, nonostante fossi conscio della sua situazione mi illudevo per qualche istante che quel sorriso potesse donarle un po’ di felicità, giusto quel poco che le sarebbe servito in passato per farle evitare certe esperienze.

Sieropositiva, violentata dal padre dal quale ebbe due figli, Rosa si prostituì e chiese l’elemosina per mantenersi, ebbe una relazione con un tossicodipendente poi morto di Aids e lei stessa fece uso abituale di eroina, oltre a essere stata alcolista. Ma la sua presenza in comunità, secondo i medici, era da attribuire soltanto ai suoi gravi disturbi mentali e psichici. Fin dal primo giorno ebbi l’impressione che Rosa tendesse con facilità a mettersi in mostra, lamentandosi per ogni problema, anche inesistente. Era evidente che non amava vivere in comunità. Rosa era zingara rom ed era orgogliosa del suo atteggiamento libero e selvaggio. Tutto ciò rendeva difficile poter gestire le sue metamorfosi e la sua asprezza, considerando inoltre la mancanza di attrezzature compatibili con la sua sieropositività, che rendeva la comunità un luogo inadatto per poter pensare a programmi di reinserimento. Comunque la psicologa della comunità, insieme agli assistenti sociali, aveva progettato un suo reinserimento parziale nella società, con l’obiettivo di farla vivere in una casa tutta sua. La sua presenza era motivo costante di tensione. Se una persona le stava antipatica lei la provocava in ogni modo possibile, offendendola pesantemente e subito dopo, con inaudita sfrontatezza, si rivolgeva a quella stessa persona chiedendo una sigaretta o un caffè. Probabilmente era dovuto alla sua mancanza di memoria causata dal pesante uso di droghe che fece per anni. Facilmente dimenticava i nomi delle persone, aveva scarsa cognizione spazio temporale e, soprattutto, era incapace di concludere un discorso. A volte lo iniziava e dopo un po’ si rivolgeva a qualcuno chiedendo se anch’egli aveva visto la Madonna, oppure udito voci spettrali che la chiamavano…

Spesso l’accompagnavo a ritirare la pensione o per informarsi sul trasloco dei mobili dalla sua vecchia casa, in quella nuova promessa dalla psicologa (nonché coordinatrice della comunità). Talvolta ci si fermava al bar per bere un caffè, scambiando quattro chiacchiere, nonostante la sua reticenza nel confidarsi. Ricordo il giorno in cui, insieme all’assistente sociale, accompagnai Rosa nella vecchia casa per decidere cosa portare in quella nuova. Non era una casa, ma un immondezzaio dove topi e scarafaggi erano i veri padroni. Sinceramente mi risultava complicato credere che Rosa potesse essere autosufficiente dentro una casa nuova, viste le condizioni di quella vecchia, ma ero convinto che a differenza di prima non sarebbe stata più sola. Il Comune e la psicologa infatti l’avrebbero supportata. Almeno così credevo. Osservando l’assistente sociale non riuscivo a decifrare i suoi silenzi e la sua impassibilità alle domande e considerazioni di Rosa, notavo una sua totale indifferenza alla prospettiva che una donna con tali problemi potesse incontrare ostacoli insormontabili se lasciata sola. Sebbene i progetti fossero ormai definitivi, a me Rosa sembrava tutto tranne che una donna autosufficiente! Le colpe non erano certo dell’assistente sociale, semplice burattino manovrato da altri. Rosa, raggiante di felicità, lasciò la comunità e col consenso dei medici e della psicologa/coordinatrice si recò nel suo nuovo appartamento. Fu organizzata anche una prestigiosa cerimonia, e invitati numerosi giornalisti che riportarono sui quotidiani locali l’enfasi per quell’avvenimento che aveva del prodigioso: una donna sieropositiva con problemi mentali era diventata improvvisamente autonoma…

Dopo quindici giorni, a seguito di una grave crisi, Rosa fu trasferita in un ospedale psichiatrico e dopo un mese di degenza tornò definitivamente nella sua casa. Nessun medico o responsabile della comunità si ricordò più di lei. Purtroppo di questa vicenda si conosce soltanto il triste epilogo, scritto dagli stessi responsabili che decisero il trasferimento di Rosa nella nuova casa, lasciandola sola.

Dopo il “successo politico” non solo non interessò più, ma divenne probabilmente un peso troppo ingombrante da mantenere. E bisognava disfarsene.

Poco prima di finire il mio percorso da obiettore mi venne consegnato un foglio stropicciato, scritto da Rosa prima di morire. Era il suo testamento spirituale.

“E’ da tanto tempo che volevo una casa. Non vi sto qui a raccontare, vi dico solo che ho fatto un anno in comunità e soffrivo. Ora sono a casa e soffro ancora. Sono stanca di pregare…sono stanca di questa vita, io spero che il buon Dio mi porti presto con lui. Ciao, vi voglio bene anche se non vi conosco.”

Qui sotto un articolo molto interessante sulla situazione attuale della malattia mentale in Italia e in Europa, pubblicato su La Stampa.

http://www.lastampa.it/2016/10/10/scienza/benessere/giornata-della-salute-mentale-il-primo-aiuto-argina-i-traumi-6ey6NGMDFbGutOvtsJE17I/pagina.html

A “3 Minuti con…” Elisa Fontana intervista Simone Caruso, autore de “La Piuma tra cielo e terra”

Due chiacchiere insieme a Elisa Fontana, raccontando i passi del mio Cammino, i motivi che mi hanno spinto a scrivere “La Piuma tra cielo e terra” e il viaggio che da Santiago mi ha condotto verso un nuovo inizio.

Ringrazio Radio Montorfano e la conduttrice Elisa Fontana per il bellissimo incontro-intervista.

Buon ascolto a tutti!

 

 

Il cartaceo del libro “La Piuma” è attualmente disponibile nei seguenti punti vendita:
– LIBRERIA MONDADORI, Piazza Monte Titano 1, Milano (all’interno della Stazione di Lambrate).
– LIBRERIA ANCORA, Via Larga 7, Milano.
– LIBRERIA DEL NAVIGLIO, Via Marcelline 39, Cernusco sul Naviglio (MI).
– Tutte le LIBRERIE FELTRINELLI, su ordinazione.
– Tutti gli STORE ONLINE (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, IBS, ecc.) dove è possibile ordinarlo e riceverlo comodamente a casa.

“La Piuma tra cielo e terra”!!!

foto simone con libro

 

Il cartaceo del mio nuovo libro La Piuma, tra cielo e terra è attualmente disponibile nei seguenti punti vendita:
LIBRERIA MONDADORI, Piazza Monte Titano 1, Milano (all’interno della Stazione di Lambrate).
LIBRERIA ANCORA, Via Larga 7, Milano.
LIBRERIA DEL NAVIGLIO, Via Marcelline 39, Cernusco sul Naviglio (MI).
– Tutte le LIBRERIE FELTRINELLI, su ordinazione.
– Tutti gli STORE ONLINE (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, IBS, ecc.) dove è possibile ordinarlo e riceverlo comodamente a casa.

 

E il viaggio continua…

 

“Beato te, pellegrino, se ti rendi conto che il vero cammino inizia dove finisce la strada”

Beatitudini del Pellegrino

 

INTERVISTA rilasciata a MARIA PACE dallo scrittore Simone CARUSO

La mia prima intervista, pubblicata sul blog “Il Circolo…Storici, scrittori, lettori”. Sono davvero onorato e stupito!! Grazie di cuore a Maria Pace.

 

1) Innanzitutto ci dica qualcosa di lei. Chi è Simone Caruso? Simone Caruso è prima di tutto un uomo che fra pochi giorni arriverà a un traguardo importante della sua vita: i quarant’anni. E …

Sorgente: INTERVISTA rilasciata a MARIA PACE dallo scrittore Simone CARUSO