Lasciamo in pace l’Africa!

Leggere questo articolo lascia un sapore amaro.. perché descrive senza mezzi termini le colpe storiche dell’Occidente nei confronti dell’Africa.
I Paesi europei che erigono muri e fili spinati contro gli immigrati africani sono gli stessi che continuano, ancora oggi, a depredare le materie prime (e non solo) dell’Africa.

“L’esodo attraverso il Mediterraneo (dei migranti) non è solo il risultato di miserie attuali. È conseguenza del più grande crimine nella storia dell’umanità: un delitto perpetrato a Londra, Parigi e Bruxelles – e che ora continua con il concorso di Pechino. Un crimine che ha causato, dice l’ex-capo Onu Kofi Annan, oltre 250 milioni di morti (neri): per farsi un’idea, il doppio dei morti (bianchi) nelle due guerre mondiali…
Una parola sintetizza la tragedia africana: sfruttamento.”

“Forse l’Europa andrebbe ripensata e rigenerata. A partire da una necessaria geopolitica della solidarietà, dove l’essere umano sia posto di nuovo al centro.”

Cit.”La Piuma tra cielo e terra”

Mi chiedo se il crimine dell’Occidente sopra descritto resterà immutato anche a cospetto delle accuse delle prossime generazioni. Potrà un nuovo umanesimo concepire il rispetto e la dignità di ogni vita umana, da qualsiasi direzione essa provenga?

E dove l’Africa possa essere lasciata in pace da noi occidentali, abituati a sfruttarla da secoli dei suoi beni più preziosi e della sua dignità.

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http://www.lastampa.it/2016/10/24/esteri/cos-dopo-secoli-di-sfruttamento-leuropa-chiude-le-porte-allafrica-bpeaVQ1p3ech1uMJekN37O/pagina.html   di Antonio Maria Costa – LA STAMPA

A “3 Minuti con…” Elisa Fontana intervista Simone Caruso, autore de “La Piuma tra cielo e terra”

Due chiacchiere insieme a Elisa Fontana, raccontando i passi del mio Cammino, i motivi che mi hanno spinto a scrivere “La Piuma tra cielo e terra” e il viaggio che da Santiago mi ha condotto verso un nuovo inizio.

Ringrazio Radio Montorfano e la conduttrice Elisa Fontana per il bellissimo incontro-intervista.

Buon ascolto a tutti!

 

 

Il cartaceo del libro “La Piuma” è attualmente disponibile nei seguenti punti vendita:
– LIBRERIA MONDADORI, Piazza Monte Titano 1, Milano (all’interno della Stazione di Lambrate).
– LIBRERIA ANCORA, Via Larga 7, Milano.
– LIBRERIA DEL NAVIGLIO, Via Marcelline 39, Cernusco sul Naviglio (MI).
– Tutte le LIBRERIE FELTRINELLI, su ordinazione.
– Tutti gli STORE ONLINE (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, IBS, ecc.) dove è possibile ordinarlo e riceverlo comodamente a casa.

“La Piuma tra cielo e terra”!!!

foto simone con libro

 

Il cartaceo del mio nuovo libro La Piuma, tra cielo e terra è attualmente disponibile nei seguenti punti vendita:
LIBRERIA MONDADORI, Piazza Monte Titano 1, Milano (all’interno della Stazione di Lambrate).
LIBRERIA ANCORA, Via Larga 7, Milano.
LIBRERIA DEL NAVIGLIO, Via Marcelline 39, Cernusco sul Naviglio (MI).
– Tutte le LIBRERIE FELTRINELLI, su ordinazione.
– Tutti gli STORE ONLINE (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, IBS, ecc.) dove è possibile ordinarlo e riceverlo comodamente a casa.

 

E il viaggio continua…

 

“Beato te, pellegrino, se ti rendi conto che il vero cammino inizia dove finisce la strada”

Beatitudini del Pellegrino

 

Devono tornare tutti a “casa loro”?

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“In quel momento mi tornò alla mente un amico nigeriano di nome Kelly, conosciuto sul sagrato della chiesa mentre chiedeva l’elemosina. Era sbarcato a Lampedusa dopo essere fuggito dalla Libia, dove si trovava per lavoro, a causa della guerra scatenata nel 2011 dagli aerei francesi e inglesi, e successivamente anche italiani, per destituire il dittatore Mu’ammar Gheddafi.
Noi occidentali fatichiamo a ricordare che le guerre esportate nei Paesi africani e mediorientali hanno causato, e stanno causando, le migrazioni di popoli interi in Europa. La storia insegna a coltivare la memoria, oggi tanto celebrata quanto cancellata.
Pensai al nostro mondo, così pieno di guerre e divisioni. E alla sua sete di giustizia e carità.”

Estratto da “La Piuma, tra cielo e terra”

 

Papa Francesco a Lesbo: i profughi non sono numeri.

“I profughi non sono numeri, sono persone: sono volti, nomi, storie, e come tali vanno trattati”.
‪#‎PapaFrancesco‬ su Twitter

Nel viaggio di ritorno Papa Francesco porta con sé in aereo tre famiglie siriane e musulmane, che risiederanno presso una parrocchia vaticana. Un gesto concreto e grandioso, che vale più di qualsiasi altro discorso o considerazione…

 

 

Dio di misericordia,
Ti preghiamo per tutti gli uomini, le donne e i bambini, che sono morti dopo aver lasciato le loro terre in cerca di una vita migliore.
Benché molte delle loro tombe non abbiano nome, da Te ognuno è conosciuto, amato e prediletto.

Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole.

Ti affidiamo tutti coloro che hanno compiuto questo viaggio, sopportando paura, incertezza e umiliazione, al fine di raggiungere un luogo di sicurezza e di speranza.Come Tu non hai abbandonato il tuo Figlio quando fu condotto in un luogo sicuro da Maria e Giuseppe, così ora sii vicino a questi tuoi figli e figlieattraverso la nostra tenerezza e protezione.

Fa’ che, prendendoci cura di loro, possiamo promuovere un mondo dove nessuno sia costretto a lasciare la propria casa e dove tutti possano vivere in libertà, dignità e pace.

Dio di misericordia e Padre di tutti, destaci dal sonno dell’indifferenza,apri i nostri occhi alle loro sofferenze e liberaci dall’insensibilità, frutto del benessere mondano e del ripiegamento su sé stessi.

Ispira tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui, a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste sono nostri fratelli e sorelle.

Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio.

 

Preghiera di Papa Francesco a Lesbo “Liberaci dall’indifferenza”

 

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“Dobbiamo tornare al senso collettivo di riunirci alla stessa tavola, ripensandoci come una sola famiglia umana, facendo risorgere dentro i nostri cuori il desiderio di fratellanza. Riconoscendoci faccia a faccia, non come personaggi ma come individui, lavorando allo sviluppo di una terra comune. Sentendo e agendo per il bene del popolo, in un cammino di desiderio che nasce dalla conversione.”

Estratto da La Piuma, tra Cielo e Terra

 

Cosa ci dice, oggi, quel sepolcro vuoto?

Che messaggio ci lascia quel sepolcro vuoto nel giorno di Pasqua?

Oggi che la speranza rischia di venirci tolta da eventi tragici che portano con sé soltanto odio, distruzione e paura, disprezzo per la vita e disperazione, come poter guardare al Cielo con fiducia, muovendo i nostri passi qui sulla Terra?

Non esiste una risposta che elimini la paura, forse anche per colpa nostra, sempre più avvolti dall’indifferenza e dal cinismo dei nostri tempi, e dunque incapaci di restare in ascolto verso l’Altro.

E dunque cosa ci dice quel sepolcro oggi?

La nostra mentalità materialista e consumista non accetta il significato di “attesa”, siamo ossessionati dalla logica della risposta istantanea e “socialmente appetibile”, anche nella fede. Ma siamo sicuri che poi questa risposta ci basterebbe? Non si tratta invece di cercare un cambio di prospettiva, dove siamo noi a muoverci verso quella domanda?

Se resteremo in ascolto di quel silenzio, accettandone la sua scandalosa provocazione, credenti e non credenti (siamo certi che sia così netta e definita la distinzione tra queste due categorie, forse troppo spesso abusate e trattate con superficialità?) potremo guardare con occhi nuovi ciò che conta per davvero: l’essenziale.

Senza cercare l’effetto iperbolico e idealizzato che diventi risposta anestetica alle nostre paure, immersi nel silenzio di quel sepolcro, potremo scoprire un soffio chiamato Resurrezione. In questa costante precarietà siamo chiamati a custodire e a coltivare respiri di luce nel cammino…battiti di eternità che possano far germogliare nel nostro cuore una speranza nuova che sia testimonianza di bellezza per il mondo.

Buona Pasqua a tutti!

 

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Di seguito estratto dal mio nuovo libro, “La Piuma”.

“Inevitabilmente pensai al cammino compiuto dal Cristo nella sua vita terrena, ai suoi tre anni di predicazione, all’ultimo tratto di percorso, quello che lo condusse incontro alla morte in croce, oltre che alla sua gloriosa Resurrezione.

Quel misterioso travaglio che segnava il passaggio da una fine a un nuovo inizio mi condusse a riflettere che anche nella vita terrena è possibile rinascere a vita nuova. Ogni giorno diventa infatti una opportunità per proseguire la strada che conduce verso l’eterno.

Lo avevo constatato lungo il Cammino.

Anch’io potevo dunque fare come fece Gesù, vivendo l’oggi nell’adempimento.

Ripensando al Cammino lo vedevo come un insieme di passi di Resurrezione.

La mia identità si era rivelata nella consapevolezza della mia miseria e del mio peccato, nel desiderio di conversione e in quello di farmi dono per gli altri.

Il cambiamento che sentivo dentro era come un roveto che bruciava di gioia senza mai spegnersi.”

 

 

 

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Estratto da “La Piuma.Tra Cielo e Terra”, sulla crisi dell’Occidente

In questo estratto dal mio nuovo libro provo ad analizzare, tra le altre cose, la condizione dell’Occidente a seguito degli attentati di Parigi del 9 e 10 gennaio 2015.

Dopo gli attacchi del terrorismo islamista alla metropolitana e all’aeroporto di ieri mattina a Bruxelles stiamo forse rivivendo le stesse paure di Parigi, come avvolti da un terrificante e angoscioso déjà vu. 

Ma ancora una volta, da quello che si percepisce dai media e dai messaggi di circostanza dei capi di governo europei, non vogliamo né vedere né sentire…Tutto ci passa dinanzi come qualcosa di estraneo e al di fuori delle nostre vite. Vite che restano radicate nell’effimero, come dentro una bolla di sapone che rappresenta la fragile, irreale e consolatoria idea di noi stessi.

L’Europa è una grande e vecchia casa senza fondamenta, volutamente estirpate da noi stessi europei, chiusa in se stessa. Come una casa con tanti piani e senza una propria struttura portante crolla, così un popolo senza radici identitarie prima o poi è destinato ad estinguersi.

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ESTRATTO DA “LA PIUMA. TRA CIELO E TERRA” DI SIMONE CARUSO

Un altro avvenimento che mi ha fatto molto riflettere sono i giorni di terrore di Parigi, del 9 e 10 gennaio 2015, quando dodici persone morirono a causa di attentati terroristici, primo fra tutti l’attacco alla sede del giornale satirico «Charlie Hebdo». La reazione che ne seguì si rivelò per lo più indirizzata a una manifestazione emotiva. Dinanzi alla minaccia del terrorismo islamico mi ritrovai ad aver paura soprattutto di noi occidentali, istericamente concentrati nella tutela dei nostri diritti acquisiti, di benessere e libertà.

Si disse che era un attacco ai valori dell’Occidente.

Ma quali sono i valori dell’Occidente?

Dimentichi di chi siamo e da dove proveniamo, corriamo dietro l’idea di noi stessi. Stiamo perdendo la nostra vera identità per costruire una fantomatica identità di genere, artificiosa nella sua essenza. Plasmati nell’inconsapevolezza e nell’inconsistenza della nostra identità, ci lasciamo permeare degli slogan del politically correct, panacea illusoria a difesa delle minacce del nostro quieto vivere. Un atteggiamento del genere, simile a quello degli struzzi che pur di non vedere il pericolo imminente ficcano la testa dentro la sabbia, rischia di innescare un cortocircuito identitario dalle imprevedibili conseguenze.

Je suis qui?

Chi sono io?

Questa è la domanda che mi posi prima di iniziare il Cammino di Santiago.

Dopo i tragici fatti di Parigi «Je suis Charlie» diventò lo slogan planetario di solidarietà alla Francia, colpita dagli attacchi terroristici, e una martellante campagna mediatica operò nei giorni a venire, mitizzando questo giornale satirico, ritenuto l’unico baluardo contro le angherie dell’intolleranza e dell’odio.

L’11 gennaio 2015 a Parigi si tenne la più grande manifestazione popolare contro il terrorismo: erano presenti due milioni di persone, oltre cinquanta capi di Stato e di Governo per dire no al terrore e alla paura. Le immagini di quella maestosa marcia repubblicana, evidente espressione di una volontà di rinascita e di fiducia nel futuro, lasciavano però aperti alcuni interrogativi, senza i quali la manifestazione rischiava di ridursi a mero simbolo di un consolatorio rituale, utile per esorcizzare ogni forma di paura.

Quali sono le cause di così tanto odio?

Cosa sarebbe accaduto da lì a una settimana, un mese, un anno?

Dov’è finito l’essere umano?  

La nostra società nutre il bisogno compulsivo di catalogare idee, principi, esseri umani, omologandoli come fossero cliché, rischiando di non focalizzare il percorso che porta ogni persona alla scoperta del proprio essere.

L’emotività del fatto nega l’approfondimento dei suoi contenuti, trattati con estrema superficialità. La strategia mediatica dei mezzi di comunicazione, generalmente volta a pilotare l’opinione pubblica, annacqua poi ogni contestualizzazione logica e razionale per influenzare le masse, spesso esasperando le contrapposizioni sia verbali che virtuali: il pensiero critico viene sostituito dal sentimento.

Chi sono? Da dove vengo? Dove sto andando? Qual è il senso della mia vita?

«Essi avevano occhi e non vedevano» si legge nel Prometeo incatenato, «orecchie e non sentivano, ma, simili alle immagini dei sogni, vivevano la loro lunga esistenza nella confusione. Case non conoscevano di pietra, esposte al sole, né sapevano lavorare il legname. Vivevano una vita sotterranea, rintanati in anfratti di caverne senza un raggio di sole, come effimere formiche. E non sapevano alcun segno sicuro dell’inverno, né della primavera che dà fiori, né dell’estate che dà messi. Vivi di una vita insensata, senza regole.»

L’Occidente ha bandito i propri valori unificanti; li ha sostituiti con una fittizia e ipocrita cultura pluralista, che per evitare i conflitti ha scelto la via dell’omologazione. E, si badi bene, il problema non è certamente la cultura pluralista in sé, da ritenersi comunque una ricchezza. Il problema è la mancanza di senso critico della sua complessità, tale da generare un’esasperata «indifferenza globalizzata», all’interno della quale trovano spazio, come effetto opposto, pericolosi estremismi reazionari.

 

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Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA” dello scrittore Simone CARUSO e alcune considerazioni…

Quella che segue è la recensione di Maria Pace, che ringrazio tanto, al mio libro “La Piuma. Tra Cielo e Terra”. Prima però vorrei condividere con chi mi legge una piccola riflessione su quello che considero un altro “cammino”, il percorso post pubblicazione de “La Piuma”.

Si tratta della seconda recensione ricevuta, dunque la ritengo davvero preziosa…Oltre che fonte di un grande insegnamento ricevuto.

La prima, pubblicata da un critico letterario su Amazon qualche giorno fa, si esprime in questo modo:

“Sono deluso da questo libro. Il cammino di Santiago è solo un pretesto per un lungo sermone del tutto personale e opinabile. Non lo consiglio a chi vuole un libro sul cammino va bene invece a chi vuole essere catechizzato”

Non posso negare che nell’immediato questa recensione sia stata una vera e propria “mazzata”…Perché ricevuta proprio quando iniziavo a credere per davvero di aver scritto un capolavoro della letteratura mondiale…!! Cadere a terra, dopo essere salito in alto nei cieli delle proprie idealizzazioni, fa sempre molto male.. 🙂

A poca distanza dalla pubblicazione di questo libro mi sto insomma rendendo conto che non è possibile piacere a tutti; e questo va considerato un bene, perché rende più proficuo e stimolante qualsiasi dibattito costruttivo su quello che ho scritto. Alla fine, ciò che conta veramente, è donare qualcosa di sé al mondo. Testimoniare la speranza, uscendo fuori dall’io egocentrico. Allora, visto da questa prospettiva, anche ricevere aspre critiche diventa un dono prezioso, perché depura dall’individualismo e permette di focalizzare ciò che realmente conta ed è essenziale, ovvero la fedeltà alla propria coscienza.

Grazie ancora al “Circolo…storici scrittori autori”, che mi ha concesso uno spazio insperato!

 

RECENSIONE DI MARIA PACE AL LIBRO “LA PIUMA” DELLO SCRITTORE SIMONE CARUSO

Un percorso di Fede. Così potremmo definire questo libro. E che cosa è un percorso di Fede? ” “E’ un viaggio – spiega l’Autore – fatto di incontri, paesaggi, speranze,…

Sorgente: Recensione di Maria PACE al libro “LA PIUMA” dello scrittore Simone CARUSO